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Quando ho cominciato a occuparmi di
politica? Quando, a quattro anni, feci una bizza perché volevo votare
anch'io al referendum istituzionale italiano? Quando partecipavo alle
riunioni scolastiche organizzate dai professori per "Trieste
italiana"? O quando, ginnasiale, partecipai alla grande
manifestazione studentesca a sostegno degli insorti di Budapest? O
ancora, quando cominciai a scrivere di politica internazionale sulla
rivista dei capiscout?
O piuttosto l'anno della maturità scientifica, quando sostenni uno
scontro ideologico con la professoressa marxista di storia e filosofia
su cosa si dovesse intendere per "imperialismo"? (Lei parlava
di imperialismo americano, io controbattevo sull'imperialismo
sovietico). Finito il liceo, tre riviste a cui mi abbonai influirono sulle mie scelte. La sorte volle
che, anni dopo, diventassi direttore di tutte e tre queste riviste. La prima era "I Quaderni della Crisi", la rivista che mi
introdusse al federalismo nel 1960. La seconda, "Relazioni
Internazionali", il settimanale diplomatico dell'ISPI, importante
per il mio corso di laurea. La terza, "Critica Sociale", la
rivista fondata da Filippo Turati e Anna Kuliscioff, a cui era abbonato
anche mio nonno Umberto. Negli anni '60 ebbi diversi incarichi nel Movimento federalista europeo. Nel
'61 fui presidente dell'Intesa, il maggiore partito universitario a
Firenze, nel '62 fui eletto rappresentante italiano alla Federazione
europea degli studenti di Scienze politiche. Fondatore
del "Centro Alexander Hamilton per gli studi federalisti" -
alla cui presidenza partecipai alla fondazione dell'Istituto Affari
Internazionali di Altiero Spinelli (1965) - mi collegai al movimento
francese dei Club con il nostro "Club dei cittadini" (1966). I
miei rapporti con l'Internazionale socialista risalgono all'azione di
sostegno che detti ai dissidenti polacchi nel 1963-64 e proseguono con
il sostegno alla resistenza greca, che fui il primo in Italia a
organizzare con i Commandos internazionali per la Grecia (1967), col nome di battaglia
"Stavros". Fondato
da Andreas Papandreou il PAK (Movimento di liberazione panellenico), feci
parte del Comitato europeo e partecipai all'azione del PAK negli Stati
Uniti d'America (1972). In
seguito sono stato segretario generale dell'IFSDP (Internationale
Foederation der Sozialistischen und Demokratischen Presse) e in quella
veste feci parte del bureau dell'Internazionale ai congressi di Lisbona,
Roma, Stoccolma, Ginevra, anche quando non fui più iscritto al Partito
socialista italiano (1966-1982). Un certo peso politico ha avuto anche
la mia presidenza del "Comitato storico Garibaldi" (1980-1982)
e del Comitato storico Seconda guerra mondiale", ambedue presso il
ministero della Difesa. Passano
dieci anni, impegnati nell'attività imprenditoriale, prima che riprenda
un'attività di tipo politico a Milano, con la rifondazione della
rivista federalista ottocentesca "Cuore & Critica" e
l'attività dell'omonimo Club i cui soci si sono incontrati per due anni
ogni martedì al Circolo della stampa. Promotore
della candidatura di Piero Bassetti al Comune di Milano nel 1993, ho
fondato un'associazione federalista che doveva sfociare nel Movimento
federalista - di cui sono tuttora segretario generale - che lanciammo
con la presidenza di Gianfranco Miglio nel dicembre 1994. In precedenza ero stato candidato da Forza Italia nel collegio Nord-Est
alle elezioni europee del 12 giugno di quell'anno. Alle
elezioni politiche del 1996 mi presentai per i federalisti nelle liste
di Forza Italia alla Camera - collegio di Lodi - col sostegno del
senatore Miglio che si ripresentava a Como. Fummo ambedue eletti. Non mi
presentai alle elezioni del 13 maggio 2001. Gianfranco Miglio morì
nell'agosto di quello stesso anno. Da
parlamentare ho presentato diverse proposte di legge, ho fondato il VAST
(Comitato per la Valutazione della scelte Scientifiche e Tecnologiche) e
presieduto l'EPTA (European Parliamentary Technology Assessment).
Ho preso diverse iniziative per il federalismo in Italia, per la
libertà religiosa e ho organizzato i "federalisti azzurri"
fra i parlamentari dell'Italia del nord. Ho rappresentato in aula Forza
Italia nel dibattito contro la riforma costituzionale del
centrosinistra. Nei rapporti internazionali, ho
svolto attività in Grecia, in Turchia, negli Stati Uniti, a Taiwan e ho
rappresentato il parlamento italiano in diverse conferenze europee. Rappresento l'Italia in progetti dell'Unione Europea e dell'ESA e dirigo gruppi di lavoro europei. Continuando a sostenere posizioni federaliste ed europee, resto convinto che lo sviluppo del federalismo in Italia debba avvenire in parallelo con lo sviluppo di una Federazione europea. Con il Movimento federalista di Miglio e con altre forze abbiamo ripreso questo tema nel decennale della presentazione a Milano della "costituzione federale per gli italiani" dello scomparso senatore
comasco.
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